NEEEV – Non è esotico, è vitale

Il 9 marzo si inaugurerà, presso le sale delle Capriate di Palazzo Sant’Elia, l’esposizione “NEEEV – Non è esotico, è vitale” della famosa fotografa spagnola Begoña Zubero.

Quando arrivi in una zona di conflitto per la prima volta e hai un progetto aperto, oltre a una grande incertezza, ad accompagnarti sono le notizie e le immagini di quella realtà generate in tempi recenti. Ti accompagna anche il dubbio su quale potranno essere la tua reazione e la tua risposta di fronte a un’esistenza che fino a quel momento hai percepito in un modo piuttosto lontano e distorto.

Sia il paesaggio che le persone sono incrostate nel tempo, e quando filtri le prime emozioni giungi alla conclusione che il tempo, lì, è più reale, più imminente, più vitale, perché a volte il tempo, lì, può durare un secondo. Parallelamente, cogli il tempo come storia, una civiltà millenaria e sofisticata che né le reiterate atrocità né il mercato del petrolio riescono a sottomettere. Ma la civiltà non è un concetto astratto, al contrario, è delineata da una cultura, da un modo di vivere, da una struttura sociale, e ovviamente gli artefici di questo sono le persone che, nella loro quotidianità, nella loro vita di tutti i giorni, costruiscono la storia recente, in questo caso con una tenacia e un coraggio veramente ammirevoli.

NEEEV è un progetto realizzato nel Kurdistan iracheno e a Mosul. Due mesi di permanenza mi hanno permesso di affacciarmi e sentire,osservare e conoscere questa zona del Medio Oriente in un modo reale, vicino, diretto. Una realtà in cui la componente umana si fa largo al di là della geopolitica e della propaganda.

NEEEV vuole rifuggire l’esotismo e addentrarsi in un’esistenza che nel nostro immaginario occidentale arriva snaturata, senza una visione adeguata sulla sua realtà, sul suo presente. L’attimo in cui la macchina fotografica di Zubero si posa su Mosul coincide con l’inizio della ricostruzione di una città che è stata rasa al suolo, il momento in cui la quotidianità si riaffaccia timidamente tra le rovine e i suoi abitanti si riappropriano degli spazi che fanno parte del loro antichissimo passato.

Non è un progetto prettamente documentaristico, anche se in parte si basa saldamente su questo registro; non si tratta nemmeno di foto giornalismo, anche se non ho mai lavorato con materiale così legato a zone di conflitto; questo lavoro vuole essere un’interpretazione plastica, attraverso alcune opere audiovisive, di una realtà molto presente della quale ci arrivano, apparentemente,infinite informazioni, ma che di fatto è molto distorta e sconosciuta.Un caleidoscopio dal grandangolo al teleobiettivo per avvicinare lo spettatore alla sensazione di incertezza e di dualismo di un presente avviluppato in una perversa ripetizione storica.

 

  • Begoña Zubero (Bilbao, 1962). Si è formata come fotografa a Madrid e New York. Nel corso della sua carriera si è mossa tra diversi generi, dalla fotografa realista degli spazi urbani e lenature morte alla sperimentazione dell’astrazione della fotografa soggettiva. Partendo dai suoi progetti ha sviluppato una fotografa a tesi dall’impeccabile fattura tecnica,formale ed estetica, in cui la documentazione e la ricerca le hanno permesso di elaborare immagini di grande profondità intellettuale. Attratta dall’architettura del potere dei regimi totalitari europei del XX secolo, è arrivata a Roma nel 2002, punto di partenza del suo progetto Existenz che l’ha portata a Berlino,Varsavia, nei campi di concentramento di Auschwitz, Birkenau e Majdanek, Mosca ed Erevan. Nel 2012 è tornata a Roma, come residente presso la Real Academia de España, dove ha continuato la sua esplorazione sull’importanza dell’idea della memoria, partendo dall’uso ideologico degli spazi architettonici e urbani. Come conseguenza del periodo in Italia, i suoi progetti degli ultimi anni hanno ruotato attorno a questioni direttamente collegate alla cultura e alla storia recente di questo Paese. Insieme all’architetto Ignacio González Galán ha partecipato alla XIV Biennale di Venezia di architettura curata da Rem Koolhaas con un progetto Cinecittà Occupata all’interno della sezione Monditalia nell’Arsenale della mostra. Le fotografe si incentravano sull’importanza dello spazio architettonico e sociologico di Cinecittà. Ha partecipato anche all’esposizione Extraordinary Vision. L’Italia ci guarda. Mostra inaugurata nel Museo MAXXI di Roma il 2 giugno del 2016 in occasione del 70° anniversario della Repubblica Italiana e l’esposizione La Cultura è Capitale organizzata dall’Ambasciata di Spagna in Italia per celebrare Matera capitale europea della cultura 2019. In questo caso la scoperta di Antonioni fotografo ha costituito un punto di svolta nel lavoro di Zubero, inserendo il paesaggio come oggetto della sua ricerca. Lefotografe che sono state esposte fanno parte del progetto Gente del Po e attualmente sono inserite nella collezione del Museo MAXXI. Questo progetto è stato esposto nella sua interezza nella Sala Artegunea di Tabakalera a San Sebastián e successivamente nel Centro de arte Niemeyer ad Avilés, nelle Asturie. Ha realizzato residenze artistiche a Cosenza e sulle Dolomiti, da cui il progetto Villaggio Eni esposto nella galleria Altxerri durante la prima Biennale di Architettura di San Sebastián,nonché nella galleria Luis Burgos a Madrid nella cornice del festival PHotoESPAÑA 2018. Attualmente, dopo una residenza di due mesi in Iraq, lavora ai progetti lì realizzati tra cui M/D(Mosul Demolición). La sua opera è inserita in diverse collezioni tra cui: Collezione Fondazione MAXXI (Roma), Colección Circa XX-‐Pilar Citoler (Madrid), Colección Sánchez-Ubiría (Madrid), Fundación Botín (Santander), Colección Iberdrola (Bilbao), Photomuseum (Zarauz), Fundación Museo Artium (Vitoria), la Fundación Bilbao Arte, Colección Gobierno Vasco, Fundación Ordóñez Falco (San Sebastián), Colección de la Academia de España en Roma. Tra le borse di studio e i premi ricevuti vanno segnalati il Premio internacional de Fotografía Pilar Citoler, la borsa di studio di arti plastiche della Fundación Botín, o la borsa della Real Academia de España en Roma, tra gli altri. Pagina web: www.bzubero.es

L’evento fa parte del programma culturale organizzato a Palermo tra il 7 e il 10 marzo dall’Ambasciata di Spagna in Italia e dall’Instituto Cervantes di Palermo per celebrare la Giornata internazionale dei diritti della donna.

Ingresso libero

Evento organizzato dall'Ufficio Culturale dell'Ambasciata di Spagna in Italia in collaborazione con l'Instituto Cervantes di Palermo e la Fondazione Sant'Elia di Palermo

Event Details
  • Data Inizio
    9 Marzo 2020 11.00
  • Data Fine
    20 Aprile 2020 17.00
  • Regione
  • Categoria
  • Telefono
  • Indirizzo
    Palazzo Sant'Elia, Via Maqueda, 81, 90133 Palermo PA
  • Sito Web