Iratxe Ansa e Igor Bacovich

Iratxe Ansa e Igor Bacovich, coreografi, danzatori, artisti… Hanno appena presentato in anteprima Radix 2, un progetto visivo di Cristiano Leone in collaborazione con l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia, pensato come strumento di diplomazia culturale, (di cui parleremo più avanti e che è oggetto di questa intervista).

Spagnola Iratxe, italiano Igor: insieme creano Metamorfosis, una compagnia che va oltre la danza e dove danza, coreografia e performance si fondono per creare un metodo innovativo che mira a ricercare l’autenticità emotiva del danzatore.

Attraversando le loro ricche biografie troviamo un punto in comune: entrambi hanno vissuto un momento che può essere interpretato come un punto d’inflessione, una rottura con le loro traiettorie originali, o con quelli che vengono intesi come i percorsi più convenzionali nelle carriere dei ballerini.
Partiamo con Iratxe Ansa: in passato ha lavorato con i migliori coreografi del mondo e ha ballato in compagnie come Basel Ballet, Ballet Gulbenkian, Compañía Nacional de Danza, Lyon Opera Ballet e  Nederlands Danse Theater, e, dopo aver raggiunto i sui obiettivi di carriera, decide di iniziare una carriera da freelance. Inoltre, un anno fa ha ricevuto il Premio Nazionale nella sua specialità e quest’anno ha ricevuto il premio Max per la migliore interprete di danza.

Igor, invece, ha iniziato la sua carriera artistica all’Accademia Nazionale di Danza di Roma, dove è entrato nel 1998, continuando i suoi studi all’ODARTS (Rotterdam) e danzando per Kirsztina de Châtel, Bruno Listopard e Nanine Linning.

Tuttavia, ad un certo punto ha lasciato questo percorso e per otto anni si è dedicato professionalmente nel campo del lavoro sociale. A cosa devi questo punto di inflessione, cosa ti ha portato in questa nuova direzione?

Igor: “È stato un momento in cui avevo bisogno di sapere chi ero e di avere un ritorno, un pay-back immediato, cosa che l’arte a volte non ti dà. Non parlerei di una crisi, ma ha comunque cambiato molto il mio modo di essere, perché alla fine quando balli non hai la sensazione di stare cambiando la vita delle persone, non importa quanto ti applaudano. Non sono la persona che ero e questo si è riflesso nel mio modo di ballare, di esprimermi e di improvvisare. La formazione di un artista, nel mio caso di un ballerino, non può limitarsi meramente alla tecnica, ma credo che debba essere nutrita anche la persona stessa affinché, prima di essere un artista, sia qualcuno che ha qualcosa da dire, qualcosa di forte da comunicare. Il cambiamento che ho sperimentato attraverso questa esperienza di lavoro con diversi collettivi è stato travolgente e, anche se al momento il mio ritmo di vita mi impedisce di dedicarmi a questo lavoro, ad un certo punto in futuro tornerò e lo riprenderò.”

 

Coppia di lavoro e di vita dal 2013, dal 2019 sono impegnati con la compagnia Metamorphosis dance.  Nella performance di Radix 2 ci sono momenti in cui danzate ognuno per conto proprio, esprimendo un ricco mondo interiore ma, tuttavia, quando vi fondete nella coreografia interagendo, trasmettete una comunione totale, un’unione di corpo e mente molto stimolante. Si può dire che Radix 2 corre parallelo alla vostra vita personale, dove ognuno va per la sua strada ma nel momento culminante vi riunite in sincronia? 

Iraxte:” Puoi immaginare …. che siamo una cosa sola tutto il tempo, haha! Chiaramente siamo due persone distinte ma ci combiniamo molto bene, lavoriamo, viviamo e viaggiamo insieme.  Naturalmente siamo persone diverse, con diversi background, diverse traiettorie, questo è inevitabile e ricco. Ci combiniamo attraverso la differenza.”

Possiamo inquadrare Radix 2 all’interno del vostro programma ENCOUNTER, con un video Site Specific girato alle Terme di Caracalla (niente di meno!). Come è stata questa esperienza?

Venivamo da Venezia, dalla Biennale, dove abbiamo presentato lo spettacolo “Al Desnudo”. Anche se siamo arrivati stanchi, Caracalla ci ha fatto subito sentire bene. Abbiamo lavorato anche in altri luoghi impressionanti, tra i quali anche Pompei, posti molto stimolanti. Noi crediamo che è in questi luoghi che dovrebbe esserci l’arte, perché è ARTE. La musica del nostro collaboratore Mark ci ha aiutato molto, tutto è fluito molto naturalmente. Lavorare con Cristiano è stato molto positivo perché è stato diretto e chiaro su ciò che voleva, ma nel contempo ci ha dato anche spazio per lavorare. A volte il problema sorge quando accade il contrario, quando le persone non sanno cosa vogliono. Così, in questa atmosfera magica, abbiamo iniziato a improvvisare…”

 

In realtà non sembra affatto improvvisato, tutto è curato nei minimi dettagli….

Le nostre improvvisazioni sono molto “VIP”, l’importante non è cosa fai ma come lo fai. Abbiamo fatto ricerche per molti anni. Lo spettacolo non viene dal nulla, né dalla esperienza… sono le nostre stesse risorse ad esprimersi. L’improvvisazione non dovrebbe avere connotazioni negative, né essere qualcosa di superficiale. Per esempio, il terreno delle Terme di Caracalla non è fatto per ballare, il pavimento non è il linoleum dove ballo di solito, e infatti ho ballato con le mie scarpe di ginnastica. Ci approcciamo a questi lavori in modo diverso, con un’improvvisazione adattata al luogo, non è che non vogliamo fare una coreografia, è che la coreografia di per sé non sarebbe appropriata. È importante mostrarsi in modo diverso in questi luoghi bellissimi, davvero stimolanti e non convenzionali. L’improvvisazione può essere meravigliosa, magnifica e magica…”


Nel video si recitano poesie di Alberti e Teresa León, anche loro una coppia nella vita e nel lavoro. Sono parole che parlano di esilio, infatti Radix 2 è dedicato a tutti coloro che sono costretti a lasciare il loro paese o che vivono una forma di esilio per aver difeso i loro ideali. Avendo trascorso la maggior parte vostra carriera fuori dai vostri paesi di origine (Spagna e Italia), vi siete mai sentiti esiliati? Quale sarebbe la vostra rivendicazione sociale?

Noi ammiriamo Rafael Alberti e Teresa León e capiamo gli ideali per cui hanno lottato, ma questo non è il nostro caso. Anche se ho sempre vissuto fuori dalla Spagna il mio non è stato un esilio, sono stata molto felice di imparare, di divertirmi, di essere nomade, cosa che in un certo senso mi ha forgiata, e penso che Igor possa dire lo stesso; in questo momento stiamo per lo più a Madrid, perché la comunità ci ha nominato una compagnia permanente. Il nostro ideale, in realtà, sarebbe la democratizzazione della cultura: in questo periodo abbiamo cercato di raggiungere questo obiettivo attraverso l’ideazione e l’attuazione di alcune attività gratuite per il pubblico. Il nostro metodo cerca di insegnare il lavoro dell’artista, di democratizzare il processo che c’è dietro alla rappresentazione scenica. Quello dell’artista è un processo artigianale, non è un’opera d’ispirazione, non c’è una divinità che viene a toccarti con un dito e ti dà l’illuminazione. Questa sarebbe la nostra rivendicazione, ecco… la democratizzazione della cultura.”

 

Spero che i vostri desideri si concretizzino in tutto il mondo, ma in particolare in Spagna e in Italia, dove Igor ha appena ricevuto il premio nazionale Sfera D’oro per la danza a Padova.
Iraxte: “Ci piacerebbe molto, come puoi immaginare amiamo l’italiano e Roma è “la casa di Igor”. Magari avremo l’opportunità di poter sviluppare un altro progetto, l’esperienza di Radix2 è stata magnifica. Hasta pronto espero!”

Anche noi lo auguriamo, grazie mille a tutte e due e un grande in bocca al lupo per tutti i vostri progetti. Vi aspettiamo presto!

Intervista a cura di: Patricia Pascual Pérez-Zamora. @pato_perezamora. Roma, Settembre 2021