La Cultura è Capitale

Per celebrare Matera capitale europea della cultura, sabato 21 settembre alle ore 17.00 vi sarà l’inaugurazione ufficiale dell’evento La Cultura è Capitale presso gli “Ipogei Motta” con una meravigliosa esposizione in presenza di S.E. Ambasciatore di Spagna in Italia e degli artisti partecipanti.

“Dopo la caduta delle mura esterne e dei contrafforti strategici sono emerse barriere interne, confini portatili e pareti invisibili dalle quali nascono conflitti di coscienze o nuovi raggruppamenti amici-nemici ed emergono, come se si trattasse di stratificazioni arcaiche e di remote profondità della storia, gli inquieti fantasmi delle antiche ostilità. Odi etnici ostinati e irriducibili… La caratteristica del nostro presente, o meglio di ciò che è di fronte a noi, è definibile come “cortocircuito globale e locale”. Allo stesso modo stiamo assistendo al ritorno della comunità e della piccola patria… la logica multiculturale, qualora venisse abbandonata alla sua spontaneità quasi naturale, finirebbe per cristallizzarsi in un sistema di differenze “corazzate” che, nonostante la proclamata “politica della differenza”, si comportano come un’identità di piccole dimensioni: monadi o isolani, autoconsistenze interessate esclusivamente a tracciare confini netti di non interferenza.Secondo il professor Marramao, mettersi veramente sotto il segno della differenza significherebbe fare un passo molto più radicale, ossia quello di assumere positivamente le idee di limite e contingenza. L’incontro con l’alterità radicale potrebbe produrre un confronto di esperienze efficaci solo qualora ciascuna identità “venisse riconosciuta” contingente e si comprendesse che potrebbe anche non essere (o almeno non del tutto) “diversa”. Dopotutto, come ci ricorda Homi K. Bhabha nel suo eccellente “El lugar de la cultura”, oltre al fervore patriottico vi sono prove schiaccianti di un senso più “transnazionale” e “traduzionale” dell’ibridità nelle comunità.” Santiago Eraso

Gli artisti che parteciperanno all’inaugurazione e all’esposizione saranno:

  • Salvador Arellano
    Fotografo documentarista, tra il 2008 e il 2019 espone in Spagna, Portogallo, India e Bangladesh in famosi posti quali il Museo Nacional Soares dos Reis (Oporto), la National Art Gallery Shilpakala (Dhaka) o l’Instituto Cervantes di Nueva Delhi. Interessato a una fotografia vicina alla letteratura, il suo lavoro è inquadrato nel cosiddetto nuovo documentarismo e affronta, tra le altre questioni, il rapporto degli individui con il paesaggio in cui vivono e come questo plasma il loro carattere. Questa visione fotografica lo porta a combinare nei suoi lavori immagini con testi e altri materiali d’archivio, sviluppando in molte delle sue opere il genere del diario fotografico. Ha pubblicato “Las tierras escondidas”, “El plátano hamaca”, “The latent Shanxy” y “Pez de sombra”. Il suo ultimo lavoro, “Calanchi”, si presenta come un diario di viaggio per la Basilicata in cui è alla ricerca, attraverso un tono letterario e la fotografia documentaria, di conformare una visione poetica aperta a molteplici letture. Salvador Arellano si è laureato in giornalismo presso l’Università di Navarra e nel 2012 ha frequentato il Master internazionale in Fotografía Documental presso la scuola EFTI di Madrid.
  • Blai Tomàs Bracquart
    Nasce a Mallorca, Spagna, nel gennaio 1983. Figlio di un’artigiana francese e di un giardiniere di Mallorca, inizia a interessarsi alla fotografia all’età di 11 anni dopo aver ricevuto la sua prima fotocamera reflex. In seguito lavora come assistente fotografo e realizza alcune mostre personali e collettive (1999-2002) fino a quando si trasferisce a Barcellona per studiare cinema presso l’ “Escac”. Nel 2004 lascia gli studi e conosce la persona che sarebbe diventata un amico e ponte con il mondo del cinema, il regista Agustí Villaronga. Da allora lavora come direttore della fotografia, editore, regista, fotografo e videoartista in diversi ambiti. Sempre legato al mondo dell’immagine, partecipa a produzioni cinematografiche spagnole e internazionali, videoclip, documentari e progetta installazioni audiovisive e proiezioni per spettacoli di teatro e opera.
  • Las Mitocondria
    María Ángeles Vila e Alicia Herrero. Las Mitocondria è un gruppo formato da due artiste spagnole che sviluppano la propria ricerca attraverso discipline diverse quali le arti visive e la danza. Alicia si forma come ballerina e coreografa a Londra mentre María Ángeles finisce gli studi di Belle Arti e realizza le prime mostre in Italia. Dal 2008 collaborano in spettacoli di danza, performance, mostre ed eventi. I loro lavori sono stati presentati all’ Instituto Cervantes di Roma, Museo del Tossal, Valencia, ’escorxador- Centro di Cultura Contemporanea di Elche, Festival Internazionale del Mimo, Sueca, Casa Museo Mario Praz di Roma, Ric-Festival di Rieti, Internazionali BNL d’ Italia, Museo Carlo Bilotti, Istituto Cervantes di Sofia e AlbumArte di Roma. Hanno ricevuto il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali italiano, Regione Lazio, Teatres de la Generalitat Valenciana e Ambasciata di Spagna a Roma.
  • Gonzalo Orquín
    Gonzalo Orquín nasce a Siviglia nel 1982. Le principali mostre personali realizzate sono: “Próximo destino: Roma” (Sala Dalí dell’Instituto Cervantes di Roma e Museo Castromediano di Lecce), “Librografie” (Ambasciata italiana presso gli Stati Uniti d’America, Washington D.C. e Casa delle Letterature di Roma), “Sí, quiero” (The Leslie-Lohman Museum a New York). Tra le numerose mostre collettive alle quali ha preso parte vi sono: “Artsiders” (Galleria Nazionale dell’Umbria), “El día y la noche” (Real Academia de España, Roma), “Imperfectu, International film and gender Festival” (Tijuana, Mexico) e “Trialogo” (Galleria L’Opera, Roma). Ha vinto il concorso promosso dal Ministero per i beni e le attività culturali italiano alla Biblioteca Angelica nella categoria di grafica e ha realizzato “La Cappella Porcina”, opera monumentale di street art (30×4 mt.) presso il M.A.A.M. di Roma. Del suo lavoro hanno scritto, tra le altre testate: The Art Newspaper, La Repubblica, il Corriere della Sera, The Huffington Post (U.S., France, U.K., Spagna), Le Figarò, Le Monde, New York Daily News, Internazionale, La Stampa, Il Giornale dell’arte, Artribune, Exibart e Inside Art.
  • Compañía “Otradanza”
    La compagnia OtraDanza, diretta dalla coreografa e ballerina Asun Noales, presenta “Rito”. Il gruppo nasce nel 2007 e nel corso di questi 12 anni propone un repertorio eclettico e partecipa a importanti festival. Dopo essersi laureata in “Coreografia e tecniche di interpretazione” presso il Ministero di Educazione e formarsi presso l’Istituto teatrale di Barcellona nella specialità di danza contemporanea, nel 2016 Asun Noales  incontra Susana Guerrero, un’artista di Elche insieme alla quale realizza “Rito”. Susana Guerrero si laurea presso il Politecnico di Valencia in Belle Arti (Specializzazione in scultura-1996 e in Incisione-1997) e svolge il Dottorato di ricerca presso l’Università Miguel Hernández di Elche (2013). “RITO è un’installazione ballata che nasce da una visione sincretica della danza e dell’arte contemporanea. Prendendo come soggetto le offerte degli dei nelle culture antiche, principalmente quelle della cultura greca e della cultura mixteca, e la relazione delle avanguardie della danza con la mitologia nel XX secolo, si configura un pezzo d’arte che si produce all’interno di un opera d’arte, in uno stesso spazio e tempo come un unico dispositivo.” (Francisco Sarabia Marchirán)
  • Esteban Villalta
    Uno dei più brillanti artisti contemporanei e massimi esponenti del movimento di Pop Art spagnolo ed europeo e precursore del graffiti. Ha esposto recentemente a Lima (Perú) e a Napoli. “L’artista, partendo delle matrici generiche della striscia fumettistica, analizza dettagli che diventano l’oggetto concettuale del suo modus. In passato potevano esserci la gestualità delle mani, le posture dei feticci domestici, il movimento sensuale delle ballerine di flamenco e la potenza dei toreri metropolitani. A confermare il cortocircuito della struttura anche i tatuaggi che galleggiano nel colore monocromo quasi fossero un sogno, un’apparizione, un indizio. (…) Rivedendo l’antologia di opere dagli anni Ottanta ad oggi, si comprende l’impronta che l’artista ha impresso nel ciclo organico del Postmoderno giocando in prima linea con gli elementi concettuali che hanno codificato la Transavanguardia e i neoespressionismi europei.” (Gianluca Marziani)
  • Begoña Zubero
    Begoña Zubero si forma come fotografa a Madrid e New York. Nel corso della sua carriera spazia tra diversi generi, dalla fotografa realista degli spazi urbani delle nature morte alla sperimentazione dell’astrazione della fotografia soggettiva. Partendo dai suoi progetti sviluppa una fotografia dall’impeccabile fattura tecnica, formale ed estetica in cui la documentazione e la ricerca le permettono di elaborare immagini di grande profondità intellettuale. A seguito del suo periodo in Italia, i suoi progetti degli ultimi anni ruotano attorno a questioni direttamente collegate alla cultura e alla storia recente di questo Paese. Ha partecipato anche all’esposizione “Extraordinary Vision. L’Italia ci guarda”, tenutasi presso il Museo MAXXI di Roma in occasione del 70° anniversario della Repubblica Italiana. Attualmente, dopo una residenza di due mesi in Iraq, lavora ai progetti lì realizzati tra cui “M/D (Mosul Demolición)”.

Ingresso libero

Evento realizzato dall'Ufficio Culturale dell'Ambasciata di Spagna in Italia in collaborazione con la Fondazione con Il Sud

Event Details
  • Days
    Hours
    Min
    Sec
  • Data Inizio
    21 Settembre 2019 17.00
  • Data Fine
    7 Ottobre 2019 19.00
  • Regione
  • Categoria
  • Indirizzo
    Via S. Bartolomeo, 46 75100 Comune di Matera MT