La Cultura è Capitale

Per celebrare Matera capitale europea della cultura 2019, martedì 24 settembre alle ore 18.00 vi sarà l’inaugurazione ufficiale dell’esposizione “La Cultura è Capitale” curata da Andrea Iezzi presso gli “Ipogei Motta” in presenza di S.E. Ambasciatore di Spagna in Italia, di S.E. Sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri e degli artisti partecipanti.

“Dopo la caduta dei muri esterni e dei contrafforti strategici sono emerse barriere interne, confini portatili e pareti invisibili a causa delle quali sono sorti conflitti di coscienze o nuovi raggruppamenti amici-nemici ed emergono, come se si trattasse di stratificazioni arcaiche e di remote profondità della storia, gli inquieti fantasmi delle antiche ostilità. Odi etnici ostinati e irriducibili… La caratteristica del nostro presente, o meglio di ciò che è fronte a noi, è definibile come “cortocircuito globale e locale”. Allo stesso modo stiamo assistendo al ritorno della comunità e della piccola patria. La logica multiculturale, qualora venisse abbandonata alla sua spontaneità quasi naturale, finirebbe per cristallizzarsi in un sistema di differenze “corazzate” che, nonostante la proclamata “politica della differenza”, si comportano come identità di piccole dimensioni: monadi o isolani, auto consistenze interessate esclusivamente a tracciare confini netti di non interferenza. Secondo il Prof. Marramao, mettersi veramente sotto il segno della differenza significherebbe fare un passo molto più radicale, ossia quello di assumere positivamente le idee di limite e contingenza. L’incontro con l’alterità radicale produrrebbe un confronto di esperienze efficaci solo qualora ciascuna identità “venisse riconosciuta” contingente e si comprendesse che potrebbe anche non essere (o almeno non del tutto) “diversa”. Dopotutto, come ci ricorda Homi K. Bhabha nel suo meraviglioso The Location of Culture, oltre al fervore patriottico vi sono prove schiaccianti di un senso più “transnazionale” e “traduzionale” dell’ibridità nelle comunità.” Santiago Eraso

 

Gli artisti che esporranno sono:

  • Salvador Arellano. Si laurea in giornalismo presso l’Università di Navarra e, nel 2012, frequenta il Master internazionale in Fotografía Documental presso la scuola EFTI di Madrid. Fotografo documentarista, tra il 2008 e il 2019 espone in Spagna, Portogallo, India e Bangladesh in famosi posti quali il Museo Nacional Soares dos Reis (Oporto), la National Art Gallery Shilpakala (Dhaka) o l’Instituto Cervantes di Nueva Delhi. Interessato a una fotografia vicina alla letteratura, il suo lavoro è inquadrato nel cosiddetto “nuovo documentarismo” e affronta, tra le altre questioni, il rapporto degli individui con il paesaggio in cui vivono e come esso plasma il loro carattere. Questa visione fotografica lo porta a combinare nei suoi lavori immagini con testi e altri materiali d’archivio, sviluppando in molte delle sue opere il genere del diario fotografico. Ha pubblicato Las tierras escondidas, El plátano hamaca, The latent Shanxy y Pez de sombra. Il suo ultimo lavoro, Calanchi, si presenta come un diario di viaggio per la Basilicata in cui è alla ricerca, attraverso un tono letterario e la fotografia documentaria, di conformare una visione poetica aperta a molteplici letture. Pagina web: www.salvadorarellano.com
  • Blai Tomàs Bracquart. Figlio di un’artigiana francese e di un giardiniere di Mallorca, nasce a Mallorca nel gennaio 1983 e inizia a interessarsi alla fotografia dopo aver ricevuto la sua prima fotocamera reflex a 11 anni. Successivamente lavora come assistente fotografo e realizza alcune mostre personali e collettive (1999-2002) fino a quando non si trasferisce a Barcellona per studiare cinema presso l’ “Escac”. Nel 2004 termina gli studi e conosce il regista Agustí Villaronga che sarebbe poi diventato suo grande amico. Da allora lavora come direttore della fotografia, editore, regista, fotografo e videoartista in diversi ambiti. Da sempre legato al mondo dell’immagine, partecipa a produzioni cinematografiche spagnole e internazionali, videoclip, documentari e progetta installazioni audiovisive e proiezioni per spettacoli di teatro e opera.
  • Silvestre Goikoetxea. Nasce nel 1963 a Irun e studia pittura a Londra presso la Richmond Art school. Prende parte a diversi laboratori figurativi con pittori come Antonio López, María Moreno, José María Mezquita e Juan Jose Aquerreta e alla prestigiosa “Cátedra Francisco de Goya” ad Avila. Nel 2017 il suo ritratto Carmen viene selezionato dal BP Portrait Award ed esposto presso la National Gallery di Londra. Le sue opere sono state selezionate per diverse mostre e si trovano anche in diverse collezioni private.
  • Ignacio Goitia. Studia tra la facoltà di Belle Arti dei Paesi Baschi, Firenze, Inghilterra e L’Avana. Viaggiatore e amante della storia dell’arte sin da bambino, sviluppa un linguaggio estremamente personale in cui passato, presente e futuro si mescolano nelle sue opere fino a creare un mondo in cui tutto è possibile. Residente tra Bilbao e Miami, nel corso dei suoi 30 anni di carriera realizza numerose esposizioni tra Madrid, Parigi, Messico, Monterrey, Miami, Bilbao, Bruxelles etc. Temi come la relazione tra l’uomo e la natura, l’immigrazione e l’idea di propaganda politica attraverso grandi palazzi popolati da giraffe, uomini in uniforme e donne alla moda sono i protagonisti dei suoi quadri di grandi dimensioni. Opere in cui la libertà e il rispetto per le diversità sono valori fondamentali. La passione del pittore nei confronti della storia dell’arte, principalmente italiana, viene messa in risalto dalla scelta di architetture grandiose caratterizzate da scene in cui tutto puo succedere. Pagina web: www.ignaciogoitia.com
  • José Molina. Nasce a Madrid nel 1965 e all’età di undici anni inizia la sua formazione in diverse scuole d’arte. A diciotto anni inizia a lavorare nel settore pubblicitario e nel frattempo completa i suoi studi presso l’Università di Belle Arti di Madrid. Ha presentato le sue opere in prestigiose istituzioni quali La Triennale di Milano, Fondazione Stelline, Fondazione Mudima, la Real Academia de España a Roma, il Museo Poldi Pezzoli, il Palazzo Reale di Caserta, il Museo Civico di Bressanone, e il Palazzo Ducale di Modena. Le sue opere sono state esposte a New York presso la Galleria Able Fine Art e a Miami presso Context Art Fair. Ha una presenza espositiva stabile anche in Asia. Pagina web: www.josemolina.com
  • Las Mitocondria. È un gruppo formato da due artiste spagnole, María Ángeles Vila e Alicia Herrero, che sviluppano la propria ricerca attraverso diverse discipline quali le arti visive e la danza. Alicia si forma come ballerina e coreografa a Londra mentre María Ángeles termina gli studi di Belle Arti e realizza le prime mostre in Italia. Dal 2008 collaborano in spettacoli di danza, performance, mostre ed eventi. I loro lavori sono stati presentati all’Instituto Cervantes di Roma, Museo del Tossal, Valencia, ’escorxador- Centro di Cultura Contemporanea di Elche, Festival Internazionale del Mimo, Sueca, Casa Museo Mario Praz di Roma, Ric-Festival di Rieti, Internazionali BNL d’ Italia, Museo Carlo Bilotti, Istituto Cervantes di Sofia e AlbumArte di Roma. Hanno ricevuto i patrocini del Ministero per i beni e le attività culturali italiano, Regione Lazio, Teatres de la Generalitat Valenciana e Ambasciata di Spagna a Roma. Pagina web: www.lasmitocondria.com
  • Gonzalo Orquín. Nasce a Siviglia nel 1982. Le principali mostre personali che ha realizzato sono: “Próximo destino: Roma” (Sala Dalí dell’Instituto Cervantes di Roma e Museo Castromediano di Lecce), “Librografie” (Ambasciata italiana presso gli Stati Uniti d’America, Washington D.C. e Casa delle Letterature di Roma), “Sí, quiero” (The Leslie-Lohman Museum, New York). Tra le numerose mostre collettive alle quali ha preso parte vi sono invece: “Artsiders” (Galleria Nazionale dell’Umbria), “El día y la noche” (Real Academia de España, Roma), “Imperfectu, International film and gender Festival” (Tijuana, Mexico) e “Trialogo” (Galleria L’Opera, Roma). Ha vinto il concorso promosso dal Ministero per i beni e le attività culturali italiano alla Biblioteca Angelica nella categoria di grafica e ha realizzato “La Cappella Porcina”, opera monumentale di street art (30×4 mt.) presso il M.A.A.M. di Roma. Del suo lavoro hanno scritto: The Art Newspaper, La Repubblica, il Corriere della Sera, The Huffington Post (U.S., France, U.K., Spagna), Le Figaro, Le Monde, New York Daily News, Internazionale, La Stampa, Il Giornale dell’arte, Artribune, Exibart e Inside Art. Pagina web: www.gonzaloorquin.com
  • Compañía “Otradanza”. La compagnia OtraDanza, diretta dalla coreografa e ballerina Asun Noales, presenta “Rito”. Il gruppo nasce nel 2007 e, nel corso di questi 12 anni, propone un repertorio eclettico e partecipa a importanti festival. Dopo essersi diplomata in “Coreografia e tecniche di interpretazione” presso il Ministero di Educazione ed essersi formata presso l’Istituto teatrale di Barcellona nella specialità di danza contemporanea, nel 2016 Asun Noales  incontra Susana Guerrero, artista di Elche insieme alla quale realizza “Rito”. Susana Guerrero si laurea presso il Politecnico di Valencia in Belle Arti (Specializzazione in scultura, 1996, e in Incisione, 1997) e svolge il Dottorato di ricerca presso l’Università Miguel Hernández di Elche (2013). “RITO è un’installazione ballata che nasce da una visione sincretica della danza e dell’arte contemporanea. Prendendo come soggetto le offerte degli dei nelle culture antiche (principalmente quelle della cultura greca e della cultura mixteca) e la relazione delle avanguardie della danza con la mitologia nel XX secolo, si configura un pezzo d’arte che si produce all’interno di un opera d’arte, in uno stesso spazio e tempo come un unico dispositivo.” (Francisco Sarabia Marchirán). Pagina web: www.otradanza.es
  • Esteban Villalta.  Brillante artista contemporaneo, esponente della pop art spagnola ed europea e precursore dei graffiti. Ha esposto recentemente a Lima (Perú) e a Napoli. Come afferma il critico d’arte Gianluca Marziani “L’artista, partendo dalle matrici generiche della striscia fumettistica, analizza dettagli che diventano l’oggetto concettuale del suo modus. In passato potevano esserci la gestualità delle mani, le posture dei feticci domestici, il movimento sensuale delle ballerine di flamenco e la potenza dei toreri metropolitani. A confermare il cortocircuito della struttura anche i tatuaggi che galleggiano nel colore monocromo quasi fossero un sogno, un’apparizione, un indizio. (…) Rivedendo l’antologia di opere dagli anni Ottanta ad oggi, si comprende l’impronta che l’artista ha impresso nel ciclo organico del Postmoderno giocando in prima linea con gli elementi concettuali che hanno codificato la Transavanguardia e i neoespressionismi europei.” Pagina web: www.estebanvillaltamarzi.com
  • Begoña Zubero. Si forma come fotografa a Madrid e New York. Nel corso della sua carriera spazia tra diversi generi, dalla fotografia realista degli spazi urbani alle nature morte fino alla sperimentazione dell’astrazione della fotografia soggettiva. Partendo dai suoi progetti sviluppa una fotografia dall’impeccabile fattura tecnica, formale ed estetica in cui la documentazione e la ricerca le permettono di elaborare immagini di grande profondità intellettuale. A seguito del suo periodo in Italia, i progetti degli ultimi anni ruotano attorno a questioni direttamente collegate alla cultura e alla storia recente di questo Paese. Ha partecipato anche all’esposizione “Extraordinary Vision. L’Italia ci guarda”, tenutasi presso il Museo MAXXI di Roma in occasione del 70° anniversario della Repubblica Italiana. Attualmente, dopo una residenza di due mesi in Iraq, lavora ai progetti lì realizzati tra cui “M/D (Mosul Demolición)”. Pagina web: www.bzubero.es

 

Nel corso della mostra “La Cultura è Capitale” verrà inoltre reso omaggio all’artista e pittore spagnolo José Pérez Ocaña, con l’esposizione di alcune sue opere.

  • José Pérez Ocaña (1947-1983). Fu un punto di snodo della controcultura a Barcellona negli anni Settanta e Ottanta. L’artista divenne il soggetto del film, pietra miliare del cinema spagnolo, Ocaña retrat intermitent del regista Ventura Pons. Ocaña amava l’Andalusia, sua terra d’origine, che definì “come un quadro surrealista”, e (seppur non in senso tradizionalista) ne assorbì la cultura e le usanze. I quadri di Ocaña risentono dell’influenza di autori del Novecento come Chagall, Modigliani e Matisse.

 

Al termine dell’evento verrà offerto un rinfresco grazie al patrocinio concesso da “Cervezas Mahou” e “Campofrío Food Group” a tutti i partecipanti.

Per il programma completo di “La Cultura è Capitale” clicca QUI

Ingresso libero

Orario : Tutti i giorni dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00

Evento organizzato dall'Ufficio Culturale dell'Ambasciata di Spagna in Italia e dalla Fondazione con Il Sud

Curatore dell'esposizione: Andrea Iezzi

Event Details
  • Data Inizio
    25 Settembre 2019 10.00
  • Data Fine
    13 Ottobre 2019 19.00
  • Regione
  • Categoria
  • Indirizzo
    Via S. Bartolomeo, 46 75100 Comune di Matera MT
  • Sito Web