Divini Quartieri Spagnoli

In occasione del 700° anniversario della morte di Dante Alighieri, l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia presenta “Divini Quartieri Spagnoli”: una mostra fotografica in cui quattro fotografi spagnoli e italiani interpreteranno il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno Dantesco nella cornice di questo identitario quartiere del centro di Napoli.

I Quartieri Spagnoli, nucleo di rilevanza storico-artistica di prim’ordine della città, sorgono intorno al XVI secolo al fine di accogliere le guarnigioni militari durante la dominazione spagnola della città. Sin da allora hanno vissuto felicemente e fatalmente radicati nella loro potente idiosincrasia, nei loro stimmi e nel loro orgoglio.

Sede della mostra, che si inaugura il 23 luglio, è la Galeria FOQUS, all’interno dell’ex Istituto Montecalvario. FOQUS è un progetto sperimentale di rigenerazione sociale che promuove la partecipazione attiva dei cittadini nella vita del quartiere attraverso un diverso modo di intendere le politiche sociali, impostate su principi di cooperazione, sostenibilità effettiva e imprenditorialità civica.

 

Piero Pompili (Roma, 1967) comincia il suo percorso artistico nel 1982-83, puntando l’obiettivo sul suo quartiere, la Borghesiana. Scruta i volti della gente, familiari, amici, passanti, soprattutto sul trenino Roma-Pantano. È in questa borgata romana, poi, che inizia ad interessarsi al pugilato, rimanendo incantato dall’atmosfera sospesa che avvolgeva le prime Feste dello Sport.

Per più di un decennio Pompili gira per le palestre del “Purgatorio Italia” -da Marcianise alla provincia di Bergamo- sconfinando ogni tanto anche in luoghi strabilianti come la Gleason’s Gym di Brooklyn. Ad oggi sono circa ventimila le sue fotografie che raccontano di tutto questo, scattate in analogica (con la Nikon di sempre) e quasi esclusivamente in bianco e nero.

Ha esposto in mostre collettive e personali in Italia e all’estero (a segnalare due prestigiose mostre personali all’interno del Primo Festival Internazionale di Fotografia di Roma nel 2002: “Romaperta” presso le Terme di Diocleziano, e “Sotto il cielo di Tor Bella Monaca” presso Spazio per l’Arte Contemporanea di Tor Bella Monaca, con Claudio Abate), e in gallerie e musei come La Nuova Pesa, Galleria Ugo Ferranti, GNAM, Galleria Giulia… I suoi servizi fotografici sono usciti su diverse riviste, fra cui Il Venerdì e Sportsweek.

 

Paolo Manzo (Napoli, 1986) si è formato in fotografia all ‘”IPIA” di Ponticelli (Napoli) e allo “IED” di Roma. Inizia a 10 anni ad entrare nel mondo della fotografia, frequentando laboratori e studi fotografici di wedding. La voglia di conoscere e raccontare le periferie napoletane nasce negli anni della sua adolescenza quando, tornando a casa con i genitori, attraversa una strada periferica della zona est di Napoli scorgendo la testa fuori dal finestrino della vecchia Fiat Panda. 750 del padre, guardando con curiosità un ammasso di alti edifici in cemento armato, fantasticando su come fosse la vita di quegli abitanti e chiedendosi se anche loro vivessero le stesse difficoltà della sua famiglia. della sua vita in periferia, è nata l’esigenza di documentare le zone più difficili, come quelle del nord, est e ovest di Napoli. Racconta dal 2012, attraverso le sue fotografie, le realtà che lo circondano, dimenticate in un oblio profondo, continuo e duraturo. sempre più affascinato dai suoi racconti sulla periferia napoletana, con cui ha avviato una grande collaborazione con El Pais quotidiano Spagnolo e LocalTeam agenzia italiana di Breaking news.

 

Adriana Laespada (Bilbao, 1993) è una artista multidisciplinare basca residente a Roma. Laureata in Belle Arti e Regia Lirica, lavora regolarmente come assistente alla regia nei principali teatri d’Opera italiani e internazionali mentre inizia a proporre i suoi spettacoli come regista.

Ha lavorato come gestrice e coordinatrice culturale in posti quali la Fondazione Giuliani per l’arte contemporanea, Bulegoa Z/B, Museo di Belle Arti di Bilbao e Ambasciata di Spagna in Italia. Ha anche lavorato nel mondo del Cinema come attrice, attrezzista e fotografa on-set. Inizia il suo percorso nella fotografia dieci anni fa, sperimentando con le vecchie camere analogiche di suo padre e imparando dall’importante fotografo Txema Franco.

Con il suo lavoro artistico ha partecipato in mostre collettive organizzate alla Sheffield Gallery, diverse edizioni di Getxo Arte e Paraninfo UPV. Attualmente sta preparando una pubblicazione sul mondo dei sogni e la fotografia analogica.

 

Marco Barsanti Rodríguez, nato a Madrid nel 1997, possiede una grande abilità nella costruzione ed elaborazione di immagini nei più differenti formati e tecniche, essendo interessato alle arti ed ai suoi diversi meccanismi e metodologie di rappresentazione fin da molto giovane.

Ha iniziato i suoi studi nel campo dell’animazione 3D, perfezionando la sua innata capacità di rappresentare il mondo onirico. Ha studiato fotografia al prestigioso Centro Internazionale di Fotografia e Cinema (EFTI) in Madrid ed è stato autodidatta nella post-produzione delle proprie fotografie, che hanno un grande impatto sulle nuove generazioni e sulle reti sociali.

Rappresenta la settima generazione dei fotografi Ibáñez, precursori della fotografia in Spagna che si stabilirono a Madrid negli anni venti del secolo scorso.

 

Con testi di:

Andrea Di Bella: autore ed attore italiano. Si avvicina alla scrittura creativa agli inizi degli anni 2000 grazie al Teatro, arrivando a condividere il palcoscenico anche con il Maestro Mario Scaccia. Con il CURT, unico centro italiano universitario dedito alla ricerca sulla drammaturgia, fondato e diretto dal Regista Luciano Paesani, contribuisce alla pubblicazione dei “Quaderni Teatrali” che documentano le fasi delle produzioni Teatrali del Centro che lo vedono protagonista. Successivamente cura i testi degli sketch radiofonici per il programma “La Quinta Dimensione” da lui ideato e per il suo format web “A Piedi nudi in cucina”, visibile sul proprio canale Youtube. Per la TV scrive la sceneggiatura del pilot sci-fi “No name”. Nel 2021 scrive il racconto, in parte autobiografico, “Bella di giorno”.

Daniel Verdú: corrispondente del quotidiano spagnolo El País dall’Italia.

A cura di Iris Martín-Peralta

 

Libero e gratuito

Evento organizzato dall'Ufficio Culturale dell'Ambasciata di Spagna in Italia in collaborazione con Foqus Fondazione Quartieri Spagnoli.
Curatrice e produzione: Iris Martín-Peralta

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